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Nel nostro Paese le posizioni manageriali sono per il 78% occupate da uomini. La regione con più aziende al femminile è la Lombardia (175.941), seguita da Lazio e Campania. Tra i maggiori motivi della disparità di genere c’è il diritto alla maternità

Alla vigilia dell’8 marzo, festa della donna, torna ancor di più d’attualità il tema delle discriminazioni di genere nel mondo del lavoro. Un argomento che è stato fotografato da vari studi e riprodotto in grafici. Ciò che emerge è che nel nostro Paese le donne manager sono ancora nettamente di meno rispetto agli uomini: sono il 22%, rispetto al 78,04% dei colleghi di sesso maschile. Altro dato evidente i motivi delle discriminazioni nei confronti delle donne sul lavoro: per la maggior parte degli intervistati, sia maschi sia femmine, la disparità parte dal diritto ad avere figli.

Donne al potere in azienda
In Italia, secondo Infocamere-Unioncamere, a marzo 2017, la regione con più donne al comando di aziende era la Lombardia con 175.941 casi. Seguono il Lazio con 141.123, la Campania con 132.314 e la Sicilia con 109.866 casi. In fondo alla classifica si collocano la Basilicata, terzultima con 15.956 aziende a conduzione femminile, il Molise con 9.853 casi e la Valle d’Aosta con 2.909.

Donne e lavoro: perché sono discriminate?
Swg, invece, tra marzo ed aprile del 2017, ha rivolto agli italiani la seguente domanda: “In che modo al giorno d’oggi le donne sono discriminate sul posto di lavoro?”. Secondo la maggior parte degli intervistati, 1.500 persone italiane dai 18 anni in su, il primo motivo riguarda il diritto ad avere figli. La pensa così il 47% degli uomini e il 44% delle donne. Al secondo posto c’è la scarsa possibilità di fare carriera (34% degli uomini, 43% delle donne). Poi c’è il salario (34% degli uomini, 40% delle donne). Infine la possibilità stessa di ottenere un posto di lavoro (18% degli uomini, 26% delle donne).

Donne al comando
Una statistica proposta dal Sole 24 Ore mostra poi la percentuale di donne in posizioni manageriali in Italia nel 2017. Secondo i dati, nell’anno appena passato le donne rappresentavano circa il 22% dei dirigenti totali contro il 78,04% degli uomini.

Discriminazione nei diritti sociali, politici ed economici
Ipspos, infine, ha indagato la condizione femminile nel mondo ponendo la seguente domanda: “Credi ci sia al momento una disuguaglianza tra donne e uomini in termini di diritti sociali, politici o economici nel tuo Paese?”. Lo studio, condotto tra gennaio e febbraio 2017 su un campione mondiale di 17.550 persone tra i 16 e i 64 anni, mostra la percentuale di persone che ritengono vi sia attualmente una discriminazione. La percentuale più alta si registra in Svezia: 84%. Poi in Messico e India con l’80. In Italia questa è la convinzione del 68% degli intervistati.

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