2009, NASCE IL CNI

Sull’onda dell’esperienza maturata  di un gruppo di infermieri fortemente motivati, nell’ottobre del 2009, in Roma, si costituisce il Coordinamento Nazionale Infermieri, con il chiaro intento di portare finalmente gli infermieri sui tavoli contrattuali nazionali e locali. L’evoluzione normativa successiva, nostro malgrado, ci ha dato ragione. La storia continua.

 

Sono passati parecchi  anni da quando un gruppo di infermieri costituì il Coordinamento Nazionale Infermieri . Il tempo ha dimostrato la lungimiranza e l’attualità di quella scelta. In questi anni, l’unica voce infermieristica sui tavoli nazionali è stata quella del CNI e purtroppo lo sarà ancora per diversi anni. Il particolare momento storico vede i contratti di lavoro nel pubblico impiego bloccati almeno fino al 2015, escludendo, così, la possibilità che altri sindacati possano portare il loro contributo sugli attuali tavoli concertativi. D’altro canto, come già successo tra il ’90 ed il ’95, al grido di “BISOGNA RIDURRE LA SPESA PUBBLICA”, con decreti discutibili si stanno portano attacchi micidiali al sistema del welfare e dei diritti dei lavoratori.

In questo contesto non mancano i tentativi da parte di lobby molto potenti di fermare il processo emancipazione della professione infermieristica, anche mettendo in discussione quanto già acquisito (vedi gli articoli polemici sul ruolo della dirigenza delle professioni sanitarie ed in particolare di quella infermieristica, pubblicati da alcuni quotidiani). Alla luce di ciò, non possiamo essere che orgogliosi della scelta fatta e del lavoro finora svolto sui tavoli ministeriali, contrastando, talvolta in maniera brusca, i tentativi di affossamento della nostra professione che saltano fuori ad ogni proposta di legge sul riordino delle professioni sanitarie. Ma forse è quest’ultimo aspetto che va compreso meglio e valorizzato nella giusta misura.

Da quando è cominciato il percorso di crescita della professione infermieristica, ogni provvedimento normativo in tal senso è stato sempre inserito in un quadro più ampio che comprende le professioni sanitarie nella loro globalità. Sin dalla legge 42 del 99 e poi via via fino alla 251 del 2000 e alla 43 del 2006, il legislatore ha sempre considerato le professioni sanitarie nella loro globalità, prevedendo per esse un unico percorso riformatore. Tutti insieme, ognuno con la sua specificità e nel rispetto della dignità di ciascuno, come d’altra parte avviene per la categoria dei medici, degli odontoiatri e dei veterinari, che, come noto, condividono lo stesso contratto, pur provenendo da percorsi formativi differenti.

Il sogno di un sindacato delle professioni sanitarie non poteva non incontrare le istanze della categoria professionale infermieristica. Il CNI e il successo che sta riscuotendo a livello nazionale, sono la prova che questo sogno non era una chimera e che è del tutto condivisibile da parte di crede nel ruolo attivo del sindacato per la difesa degli interessi della categoria e degli infermieri in quanto lavoratori dipendenti.

Noi siamo convinti che non si possa abbassare la guardia o lasciarsi sopraffare dal pessimismo, nel momento in cui, in nome di un liberismo irrazionale, chi governa la cosa pubblica sta cercando, con ogni mezzo, di cancellare i diritti di chi lavora e di chi aspira ad un futuro migliore.

Continueremo, pertanto, la nostra battaglia sulla strada intrapresa, nella ferma convinzione che molti altri si identificheranno in essa e aderiranno con entusiasmo al CNI.

La Segreteria Nazionale CNI