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Bergamo, – Presentava i sintomi classici della meningite: vomito, febbre alta, nonostante la somministrazione degli antipiretici, mal di testa. Il malato è uno studente di 14 anni, di Levate, che frequenta la prima classe dell’Istituto tecnico commerciale Belotti di Colognola, a Bergamo: la conferma è arrivata ieri: il ragazzo, ricoverato nel reparto Malattie infettive dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha contratto una forma di meningite batterica. La prognosi per il ragazzo è tuttora riservata. Le sue condizioni appaiono stabili.

Nei prossimi giorni l’ospedale farà un nuovo bollettino con gli aggiornamenti delle sue condizioni. E mentre erano ancora in corsi gli accertamenti sanitari, l’Ats (agenzia tutela salute) ha già avviato la profilassi per i compagni di classe del ragazzo, gli insegnanti, i compagni della squadra di calcio dove gioca, e gli amici che solitamente frequenta: in totale oltre una ottantina di persone. Il 14enne ha iniziato a non sentirsi bene giovedì, tant’è che i suoi genitori hanno deciso di trattenerlo a casa da scuola. Ma quando nella notte tra venerdì e sabato la febbre ha superato i 39 gradi, mamma e papà, preoccupati, hanno deciso di portare il loro figlio al pronto soccorso del Papa Giovanni XXIII, dove i medici hanno deciso di trattenerlo per sottoporlo a trattamento e tutta una serie di esami i cui risultati non erano stati ancora completati per avere la certezza che si tratti proprio di meningite, che poi purtroppo è arrivata. Meningite, senza alcun dubbio.

Nel frattempo, è stato fatto scattare il protocollo con l’Ats che ha incaricato di mettere tutti in sicurezza. E così i sanitari dell’Agenzia della salute si sono presentati all’istituto tecnico commerciale per sottoporre a profilassi i compagni di classe del 14enne, dopo avere avvertito i loro genitori. Una procedura necessaria, che ha creato inevitabilmente apprensione, ma che procede senza problemi. Livia Trezzi, dirigente del dipartimento Prevenzione e sorveglianza delle malattie infettive di Ats Bergamo ha provato a rassicurare, spiegando che comunque «una vera emergenza meningite da noi non c’è».

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