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Il Consiglio di Stato francese ha confermato lo stop delle cure ad Ines, una quattordicenne che si trova in stato vegetativo dallo scorso giugno. La massima giurisdizione transalpina avvalla così la decisione dei medici dell’ospedale di Nancy (e del Tribunale amministrativo locale) che ritengono che non ci sia più nulla da fare. Il padre e la madre della piccola si erano rivolti al Consiglio di Stato con la speranza di ribaltare la sentenza del tribunale amministrativo di Nancy che il 7 dicembre corso aveva confermato a sua volta il parere dei medici.

Il Consiglio di Stato
Dichiara il Consiglio di Stato: «A termini di legge — la legge francese sul Fine vita, del 2016— quando un paziente non è in grado di esprimere la sua volontà, è compito dei medici competenti decidere se e quando arrestare i trattamenti, tenendo conto dell’insieme del circostanze, salvaguardano la dignità del paziente e dispensando tutte le cure palliative necessarie». Non interrompere la ventilazione meccanica e la nutrizione artificiale di una persona in stato vegetativo permanete, secondo i Giudici, configurerebbe una forma di accanimento terapeutico, con le caratteristiche di una “irragionevole ostinazione”.

La storia
Ines afflitta da una miastenia autoimmune severa ed era stata ricoverata all’ospedale di Nancy a giugno per un infarto, era entrata in coma e poi in stato vegetativo. La valutazione dello stato della ragazza, ritenuto irreversibile è stata fatta da un collegio di tre esperti che l’hanno definita “in stato vegetativo persistente, completamente incapace di comunicare e con lesioni neurologiche irreversibili allo stato attuale della scienza».

L’opposizione dei genitori
La decisione di procedere alla sospensione cure , sottolinea il Consiglio di Stato , risponde “ a esigenze fissate da una legge e non è quindi in contrasto con il rispetto di una liberà fondamentale dell’individuo” «Ines è nostra figlia e non figlia dei medici » ribattono i genitori. «Qui non ci sono certezze — ha detto la madre — secondo me Ines è cosciente alcuni momenti. Si sta autorizzando un crimine».

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