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Oggi sono 22.232 pari al 5% del totale del personale.
Roma, 23 lug. (AdnKronos Salute) – Aumentano gli infermieri stranieri negli ospedali italiani: negli ultimi dieci anni sono cresciuti del 10,4%, arrivando oggi a quota 22.232 addetti. E” quanto emerge da un”elaborazione dell”Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) per quanto riguarda il fenomeno dell”immigrazione in corsia e nelle strutture di assistenza.

La popolazione di operatori sanitari stranieri è pari al 5% del totale del personale infermieristico – precisa Uecoop – ed è composta per oltre la metà da immigrati dei paesi dell”Est come romeni (11.204), polacchi (2.374), e albanesi (1,032), mentre fra le altre comunità più rappresentate troviamo gli indiani (1.399) e i peruviani (1.080).

Gli infermieri africani sono 433, meno del 2% sul numero complessivo di addetti che arrivano dall”estero. Dai dati di Uecoop, fra stranieri e italiani si rilevano 443.838 infermieri.

Ancora molto lontano il rapporto fra la popolazione degli assistenti sanitari e i medici, 1,5 rispetto al 2,8 della media Ocse, la metà di quanto schierano paesi come Germania e Francia con 3 infermieri per ogni dottore e addirittura un terzo di quanto invece avviene Finlandia, Giappone e Danimarca dove si sale a quasi 5 infermieri per ogni medico.

“Di fronte a un trend di invecchiamento che negli ultimi dieci anni ha portato a un aumento del 13% delle persone sopra
i 65 anni la richiesta di assistenza non potrà che aumentare – sottolinea Uecoop in una nota – ed è quindi necessario garantire numeri e professionalità sempre maggiori sia nelle strutture sanitarie che in quelle residenziali per la terza età che nelle case dove ci sono malati o anziani curati a domicilio come già fanno quasi 9.700 cooperative sociali e di assistenza che impiegano oltre 328mila persone fra italiani e stranieri”.

“La sfida del futuro è quella di potenziare l”assistenza pubblica e privata attraverso il meglio delle professionalità che si potranno mettere in campo a fronte di una spesa sanitaria delle famiglie, che nell”ultimo anno è già salita dell”8% arrivando a 123 euro al mese, mentre ci sono 12,2 milioni di italiani che, secondo il Censis, rinunciano a curarsi per difficoltà economiche, oltre 7 milioni che si sono indebitati per farlo e 2,8 milioni che hanno venduto casa per pagarsi delle cure mediche”, conclude la nota.
(Gia/AdnKronos)